Chi ha mai detto che le trans non possono praticare lo sport?
Finalmente la rivoluzione in questo campo ha preso piede e questa permetterà alle transgender di entrambi i sessi di poter finalmente competere nelle svariate discipline sportive senza alcun tipo di discriminazione e problematica di vario genere, permettendo la creazione della coppia trans – sport.

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Il potere dello sport e l’esclusione delle trans

Lo sport fa bene al corpo e allo spirito e probabilmente per questo decidi di dedicare, almeno una volta a settimana o quando ti è possibile, del tempo a questo genere di attività.
Se per te che sei etero non vi sono mai stati problemi particolari, per le trans questo particolare tipo di attività non poteva essere praticato, almeno non a livello agonistico.

Tale situazione trovava una motivazione molto semplice: le trans, specialmente uomini che affrontano il percorso per diventare donne, hanno una prestanza fisica superiore rispetto alle donne nate tali e pertanto è impossibile avere un confronto paritario.

Inoltre subentrava, come potrai immaginare, il grande problema della discriminazione che, anche nell’ambito sportivo, non ha fatto altro che rovinare un binomio che solo da due anni a questa parte ha fatto in modo che le trans e gli sport si potessero unire.
Ovviamente c’è voluto parecchio tempo prima che questa particolare unione si potesse realizzare e per questo è stato necessario cercare di fare in modo che si trovassero delle soluzioni che potessero prevenire eventuali e fastidiose polemiche, permettendo alle trans di poter prendere parte ai diversi eventi sportivi senza complicazioni di alcun genere.

Il cambio di direzione nei confronti delle trans

L’associazione LGBT, come potrai ben immaginare, non è di certo rimasta con le mani in mano ma, al contrario, ha fatto tutto il possibile per fare in modo che le trans potessero finalmente avere la loro possibilità di praticare un’attività sportiva, sia di squadra che individuale, senza dover fronteggiare delle complicazioni di ogni tipo.

Il percorso affrontato è stato abbastanza lungo ma, come prima grande conquista, vi è stata la possibilità di entrare a far parte delle selezioni olimpiche, a patto che queste avessero portato a termine la procedura di cambiamento di sesso, ovvero si fossero operate.

Questa prima conquista, però, ha soddisfatto solo in parte l’associazione e tutte le trans che per gli sport avrebbero fatto qualsiasi cosa, vista la loro passione e voglia di mettersi in competizione con altre atlete.

La situazione è rimasta in una fase di stallo per diversi anni, con quella direttiva che aggiungeva anche un dettaglio importante, ovvero che le trans di sesso femminile, per partecipare alle gare olimpiche, dovevano necessariamente aver effettuato la terapia ormonale per due anni prima della gara.

Direttive che solamente nel 2016 hanno subito un grosso e netto cambiamento che ha permesso alle stesse trans di rimanere ampiamente soddisfatte dell’importante risultato finale conseguito, in linea con la maggior parte dei loro obiettivi.


Il cambiamento finale avvenuto nel 2016

Il 2016 è stato l’anno della nascita vera e propria del binomio trans e sport, visto che il Comitato Internazionale Olimpico ha deciso di approvare delle importanti linee guida relative all’apertura degli sport stessi nei confronti delle trans.

In particolar modo è stato reso noto che, se prima contava il sesso inteso come apparato e quindi le trans avrebbero dovuto subire l’operazione, a partire dal 2016 questo particolare limite è stato completamente abolito.
Ciò per una semplice motivazione, ovvero facilitare alle stesse trans l’accesso alle competizioni e per evitare che queste potessero essere, in maniera scorretta, escluse dallo stesso sport e dalle diverse gare, specialmente quelle di massima importanza come quelle olimpiche.

Attenzione, però: non si parla ancora oggi di un regolamento vero e proprio ma di linee guida che hanno definito alcuni aspetti importanti relativi alle trans e che hanno fatto in modo che la loro partecipazione agli eventi sportivi potesse essere maggiormente semplice.

Per facilitare la comprensione delle linee guida sono stati divisi le trans, ovvero è stato preso in considerazione il loro sesso di nascita e, ovviamente, quello dopo l’operazione.
Per quanto riguarda le donne che decidono di operarsi per diventare uomo, non ci sono limiti: anche se l’operazione non viene portata a termine potranno regolarmente gareggiare.

Diversa invece la situazione per quanto riguarda gli uomini che decidono di affrontare l’operazione che consente loro di diventare donne, ovvero le trans.
In questo caso viene preso in considerazione il tasso di testosterone, il quale deve essere inferiore ai dieci nanogrammi: questo valore deve essere stabile sia nel corso dell’anno precedente che nel momento in cui le trans prendono parte alle gare.

Ovviamente verranno svolti dei controlli maggiormente attenti sugli alias, visto che non conterà il sesso biologico ma quello di appartenenza: questo per garantire una competizione che possa essere definita come corretta e priva di ogni genere di problema o potenziale imbroglio.

Pertanto le Olimpiadi e gli sport in generale hanno aperto le porte alle trans, permettendo alle stesse di poter finalmente gareggiare e sentirsi libere di prendere parte a una delle attività maggiormente piacevoli e rilassanti, ovvero lo stesso sport.

Come detto prima queste sono linee guida quindi, nel corso degli anni, potrebbero esserci svariati cambiamenti che consentono di avere un tipo di panoramica migliore in merito all’argomento in questione, che sicuramente verrà affrontato con maggior attenzione proprio per evitare delle situazioni negative che potrebbero incidere sulla legalità della gara.

La situazione in Italia

Anche in Italia la situazione sta subendo una buona variazione positiva che ha fatto in modo che le trans potessero partecipare alle diverse manifestazioni sportive.

In particolar modo è l’UISP, associazione sportiva nazionale che viene riconosciuta dal CONI, ad aver fatto in modo che le stesse trans potessero prendere parte alle attività sportive.

Anche in questo caso devi sapere che si tratta di una variazione recente e allo stesso tempo dobbiamo parlare di iscrizione alle società e attività sportive mediante l’Alias della trans.

Questo significa semplicemente che le stesse potranno prendere parte, anche col percorso di cambiamento sessuale in fase di avanzamento, sfruttando la nuova identità selezionata dalla stessa trans.
Come per le Olimpiadi anche il CONI e l’UISP hanno deciso di adottare questo provvedimento per fare in modo che le trans potessero dedicarsi all’attività sportiva senza sentirsi esclusi e dover fronteggiare delle situazioni negative poco piacevoli da dover vivere in prima persona.

Alcune trans sportive

Non sono poche le atlete trans che sono entrati a far parte della storia dello sport, ognuna delle quali in discipline completamente differenti.

Tra di questi spicca Fallon Fox, lottatrice di arti marziali miste divenuta famosa per aver effettuato il suo debutto nel 2012.
Inizialmente ci fu una grande polemica visto che, almeno sulla carta, la forza di un uomo non tende a essere inferiore anche se si effettua il cambio di sesso.
Joe Regan, noto commentatore di arti marziali miste, parlò male di Fallon Fox, sostenendo appunto che la fisicità di un uomo è superiore rispetto a quella di una donna.
Allo stesso tempo anche Matt Mitrione, altro commentatore ed esperto di arti marziali miste, ci andò pesante sul caso Fallon Fox: egli definì la trans come uno scherzo della natura, un imbrogliona e soprattutto una sociopatica.
Dopo questa polemica Fallon Fox è divenuta una dei punti di riferimento delle trans, visto che l’odio che aveva generato fece ottenere un risultato completamente opposto rispetto a quello che i commentatori e alcuni promoter di arti marziali miste speravano di ottenere.

Altra trans che è riuscita a scrivere diverse pagine della storia dello sport è Laurel Hubbard, nata come Gavin, che si contraddistinse per essere una sollevatrice di pesi, al giorno d’oggi ritirata dopo un grave infortunio e anche poiché si avvicinò a questa disciplina sportiva in tarda età.

L’atlete, nata in Nuova Zelanda, ha vinto tre medaglie d’oro, una delle quali al Masters World Championship, e un secondo posto nel campionato del mondo nel 2018.
In questo caso non ci furono grosse polemiche, visto che l’atleta mise subito in chiaro la sua storia, prevenendo quindi eventuali controversie e allo stesso tempo evitando che, situazioni poco piacevoli, si potessero venire a realizzare.

Se parliamo di trans sportive non possiamo di certo non menzionare Chris Mosier, atleta che iniziò la sua carriera nella maratona e triathlon come donna per poi entrare a far parte della formazione che avrebbe dovuto rappresentare il team maschile statunitense.

Dopo aver partecipato a diverse gare, Chris decise di abbandonare la sua carriera per dedicarsi all’attivismo, cercando di aiutare le trans ad integrarsi non solo nella società, ma anche nel mondo dello sport.
Questa sua battaglia, che tutt’ora viene condotta, ha fatto in modo che la discriminazione e le svariate polemiche venissero a essere meno presenti rispetto a quanto accadeva in passato, come appunto nel caso di Fallon Fox.

Inoltre, sul suo portale, Chris Mosier offre sempre preziosi consigli su come procedere per fare in modo che l’integrazione nello sport, soprattutto in quello dove si compete come squadra, possa essere migliore sotto ogni aspetto ed eventuali problematiche di diverso tipo possano essere completamente rimosse.

Queste tre atlete sono solo un esempio preso come campione dato che ci sono anche diversi altri casi che mettono in mostra come, la voglia di contraddistinguersi, possa essere un elemento chiave che ha permesso alle stesse trans di scrivere diverse pagine della disciplina sportiva alla quale hanno deciso di prendere parte.

Le trans e lo sport sono divenuti un binomio che, col passare del tempo, si è solidificato maggiormente e ha completamente rivoluzionato il concetto di evento e manifestazione atletica.
Di conseguenza potrai notare come oggi non vi sia affatto alcuna differenza tra persone etero e trans che devono praticare lo sport, visto che sono riuscite a ottenere dei diritti importanti che in passato sembravano essere impossibili da conseguire.

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